*****Unica azienda nel settore…
per poter provare i pedali electro harmonics,made in usa,
basta andare su You tube o sul sito dell’azienda:
potete ascoltarli con l’aiuto di veri professionisti dela chitarra!******
Small Clone
Analog Chorus
The classic chorus! Analog chorus pedal popularized by Kurt Cobain. The finest analog chorus sounds: from clear, rich and dimensional to warm pulsating warbles, can be intensified with the Depth Control. Simple tweaks generate exciting doubling effects. Chiming 12-string tone, or Leslie-like warbles.
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Quick Specs
True bypass
9-volt Battery included
Optional 9DC-100 power supply available
Esteticamente il pedale si presenta bello grossino e (cosa più importante) abbastanza solido; l’alimentazione può essere fornita dalla classica pila oppura tramite un alimentatore.
L’alloggio per la pila è nella parte inferiore, però per la sostituzione della stessa è indispensabile armarsi di cacciavite, anche se la vite da svitare è solo una…la sciccheria (secondo me) è che la suddetta vite è calamitata, cosa che rende tutta l’operazione abbastanza agevole, anche se non come sui pedali Boss. I controlli sono quanto di più semplice possa esistere: un manopolone per regolare la velocità (rate) dell’effetto e uno switch per selezionarne la profondità (depth), più (ovviamente) le solite prese jack per l’imput e l’output e lo switch per inserirlo e disinserirlo (in metallo, come del resto tutto il pedale…). Lo Small Clone viene venduto in una massiccia scatola di legno, debitamente imballato
(i vari Boss, Danelectro, Rocktron, Ibanez ecc.)
brilla nel chorus lo small clone
Il sound che esce da questa scatoletta è mooolto caldo, e con poche semplici mosse è possibile passare dal classico chorus leggero a suoni "subacquei" stile "Come as you are" e oltre (pare che Cobain abbia usato proprio questo pedale per registrare i pezzi che hanno reso celebre il cosiddetto Grunge). In definitiva, selezionando la profondità "alta" con l’apposito switch e ruotando la manopola del rate si va da un bel chorus "rotondo" fino a situazioni estreme (in caso se ne avesse bisogno), mentre con la profondità "bassa" si passa da un chorus appena percettibile a suoni tipo film horror; il risultato, qualunque sia il settaggio, è sempre di gran classe, e la versatilità nonostante l’estrema praticità d’uso, è comunque notevole.
Chorus analogico – Un altro rifacimento degli anni 70/80, di uno dei più celebri chorus analogici dell’epoca…


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